La “cassetta degli attrezzi” di un Coach

 

Cassetta attrezzi

ABSTRACT

Sapere dove andare è già un buon punto di partenza, sapere cosa portare con sé significa essere vicini al successo!

Ognuno di noi Coach porta con sé un bagaglio di competenze e conoscenze che mette a disposizione dei propri clienti perché arrivino là dove sentono di arrivare, e oltre. La concretezza, l’efficienza, la velocità e la chiarezza del processo di Coaching necessitano di una road map ben definita e di tool che siano di riferimento nella creatività personale.

Un’opera non da poco, quella che si prefigge questa rubrica (edita in CoachMag il Magazine del Coach): raccogliere gli strumenti più significativi e i riferimenti alla formazione adeguata, da inserire nel proprio bagaglio, nella mitica “cassetta degli attrezzi del Coach”. 

E allora possiamo partire con il nostro coachee, portando nel suo centro la sua vita, per dove lo può portare, e anche oltre.

L’intento è decisamente impegnativo ed ambizioso: fornire quanti più “tool” possibili per l’operatività della nostra professione e spunti di riflessione per formazioni performanti e concrete. Considerando che oggi nel procedimento classico in qualsiasi tipo di coaching vengono inglobate  tecniche non prettamente storiche, l’opera è di non poco conto, stupendamente ardua, potenziante ed emozionante . Grazie da adesso del tempo che ti dedicherai, ne rimarrai soddisfatto e, anche se non sei un coach, potresti avere la risposta a molte tue domande.

Alcune delle situazioni che incontra un coach con il suo cliente (Coachee), possono essere le seguenti: il cliente ha difficoltà a focalizzare l’obiettivo, deve cambiare direzione e non ce la fa, ha necessità di rimodulare il piano iniziale, è bloccato e non parte, inizia da zero e non sa dove andare, ha un’emozione che lo blocca, non startappa, non sa come veicolarsi in internet, ecc.

Se sei un coach vali per quello che riesci a far raggiungere al tuo Coachee: i suoi risultati.

Quindi, cosa fai? Cosa estrai dalla tua “magica cassetta degli attrezzi” per aiutare il tuo Coachee?

In questo articolo cercherò di fornire una panoramica e l’ indicazione minima di quello che può essere un piano di studi. Dico minima perché in ottica LifeLongLearning, non si smette mai di imparare. La conoscenza del processo di Coaching e l’uso maieutico delle domande sono due punti distintivi di questa professione, con 80 ore di aula uno studente può iniziare a condurre delle Coaching professionali, prima in affiancamento e poi anche solo. Sarebbe bene con la qualifica di Junior e, comunque con un buon insieme di opzioni nella sua “Cassetta degli Attrezzi” validi per fare la differenza.formazione

Questo crea un duplice spartiacque: senza questa minima specifica preparazione  non puoi definirti Coach, malgrado competenze eclatanti in altri settori, ma possono essere sufficienti per definirti Junior Coach e iniziare a praticare la professione,

Un’idea? Eccola.

LE PRIME ORE DI AULA + 50 ORE DI PRATICA – JUNIOR

  • Conoscenza del processo di coaching
  • Capacità nel porre le domande
  • Tool di operatività

Queste ore di formazione cosa mettono nella tua cassetta di attrezzi?

Le competenze base: dalla presentazione al tuo potenziale cliente, al primo incontro con il “contratto di coaching” fino alla fine del percorso, ovvero, fino al raggiungimento dell’obiettivo. Sufficienti capacità maieutiche (si proprio quelle di Socrate) e alcuni “haha tool” che sono imprescindibili per l’attività. L’attività del coach deve essere supportata anche da precisione. Vero è che se so porre domande intelligenti sono stimolante, ma se le inserisco e le supporto con metodologie già sperimentate, posso far fare un salto avanti al mio coachee. Ecco che in queste ore di formazione, verrai a contatto con procedure potentissime ed utili nel processo di coaching e  che sono spesso tradotte in acronimi tipo: scamper swot, smart, smarten o smarter, osa, tote, grow, aida, pepsi, pre, l’uso della griglia sistemica, sos ed altre, alcune più conosciute come per esempio la ruota della vita, altre meno. Avere a propria disposizione gli strumenti necessari ti permette di focalizzare la soluzione ed ottenerla in modo preciso ed efficiente e veloce.

E’ certo che avere solo i tool non arrivi ad una eccellenza operativa, ma sono importanti e necessari e a volte possono essere tradotti in questionari da inviare prima degli incontri. Ne parleremo via via nella rubrica.

Dopo questa prima parte vengono quelle specifiche abilità da affinare nel tempo:

  • Capacità Relazionali
  • Capacità Organizzative
  • Capacità nel facilitare l’apprendimento
  • Capacità di focus
  • Capacità di presenza
  • Capacità di “intelligenza emozionale”
  • Capacità di utilizzo social e strumenti web (soprattutto da un poco di tempo a questa parte)

“Quanti cappelli!” esclamerebbe Edward De Bono”

Conseguire il Master in PNL fornisce pressoché quasi tutte le capacità che ho riportato. Verrai a contatto con una realtà migliorativa incredibile e conoscerai termini quali: Vako, time line, swish, metamodellamento, slight of mouth, quantum linguistic, livelli logici, crapno, visual squash, ancore, concatenazione narrativa, ecc.

I Coach sono potentissimi con queste tecniche e riescono a portare chiunque al raggiungimento dei propri obiettivi.

Ma la cassetta del coach può ampliarsi e di molto. Ci sono ormai molte tecniche, anche oltre la pnl, necessarie per una eccellente operatività. Ho visto aziende che hanno introdotto yoga, rebirdhing, costellazioni familiari, l’ipnosi, la meditazione. Quindi, se parliamo di discipline non inserite in quelle storiche, ma congruenti, quale motivo potrebbe essere addotto per cui il coach non le possa usare al fine di ottenere risultati dalle sue sessioni? Appunto, nessuno.

Ecco  alcune materie consigliabili e correlate alla professione.

ENNEAGRAMMA NEUROLINGUISTICO (meno noto di quello classico e più adatto al coaching) -ANALISI TRANSAZIONALE – COMUNICAZIONE ASSERTIVA – ANALISI SISTEMICA – PROCESS COMMUNICATION – IPNOSI ERCKSONIANA – FASCINAZIONE – IPNOSI SILENZIOSA – CENNI IPNOSI ANALOGICA – AUTO-IPNOSI – COSTELLAZIONI FAMIGLIARI – ELEMENTI DI QUANTISTICA – ELEMENTI DI PSICOLOGIA SISTEMICA – ELEMENTI DI A.D.R. – ELEMENTI DI MEDIAZIONE CONFLITTUALE – ELEMENTI DI PSICOLOGIA DEL LAVORO – ELEMENTI DI SPIRITUALITA’ MODERNA – REBIRTHING – MINDFULLNESS (che è un insieme di pratiche) – TAPPING – EMDR – TEST ATTITUDINALI – ALTRE

Come sempre mi raccomando:

  • Evitate di farvi prendere dalle mode. Inserite nel “vostro” processo di coaching solo ciò in cui credete e soprattutto avete sperimentato.
  • Siate chiari nei confronti del Vs. Cliente quando utilizzate una pratica che vi pare indicata e che esula da quelle classiche del processo di coaching
  • Rimanete nel settore non terapia

CoachMag abbonati cliccando QUI

.
Alfredo M. Molgora
LIFEHEALING&PROFESSIONAL COACH
IPNOCOACH – EMOTIONAL MANAGER
             
Share, is a good option