E se fosse che Gianluca Vacchi sia solo nato nella parte sbagliata del mondo? 😉

Per come vivi il tempo, ti definiresti Americano, Malgascio,Cinese,Spagnolo,Tedesco?

Probabilmente questi articoli, saranno di notevole interesse per chi ha relazioni INTERNAZIONALI e molto simpatici ed utili anche per gli altri.

#Coaching #MasterIpnoCoaching #Hypnosis #PensieroQuantistico #InternationalQuantumTiming

Tenere presente le caratteristiche di come si vive la vita, potrebbe salvare un contratto o una relazione amorosa e sapere che, forse, il problema di Gianluca Vacchi è quello di essere nato nella parte sbagliata del mondo.

E’ parecchio che non scrivo post seriosi 😉 per cui colmo il vuoto con una serie di articoli che sono poi le dispense delle conferenze on line del Seminario #ILPENSIEROQUANTISTICO, collegando la visione del tempo alla geolocalizzazione.

Ebbene si, perchè anche se tutti ne siamo coscienti, non sempre teniamo presente che la #relativitàdeltempo è differente in diverse parti della terra e comporta dei problemi relazionali tra culture diverse, confinanti e con le quali potremmo avere relazioni e difficoltà non indifferenti anche nel #Business.

Il tempo è visto diversamente dalle culture orientali e occidentali, e anche all’interno di questi raggruppamenti assume aspetti piuttosto dissimili da paese a paese.

Nell’emisfero occidentale, gli Stati Uniti e il Messico interpretano il tempo in modi così diametralmente opposti che provoca intense incompatibilità tra i due popoli.

Nell’Europa occidentale, per esempio, l’atteggiamento svizzero nel tempo ha poco rapporto con quello dell’Italia vicina. Vero è che preferisco il Tilo, quando mi devo spostare, a Trenord. Il Tilo è un treno che percorre la tratta tra Milano e Bellinzona e difficilmente arriva con 2’ di ritardo!

I thailandesi non valutano il passare del tempo nello stesso modo in cui lo fanno i giapponesi. In Gran Bretagna il futuro si estende davanti a te. In Madagascar invece il futuro è indecifrabile e quindi posto dietro la testa.

PRIMA PUNTATA: Sorgente: Gianluca Vacchi: un genio nato nel posto sbagliato

Il coaching nella percezione del tempo e le importantissime conseguenze socio-relazionali.

La visione del tempo ATTIVA e quella MULTI-ATTIVA. Differenze tra visione Est/Ovest. Conseguenze pratiche ed interventi di Coaching

Ebbene si, possiamo affermare che gli europei meridionali sono più attivi dei settentrionali! Ma in che senso?

Nel senso che invece di essere attivi a livello lineare, ovvero più cose della stessa specie fatte nel lasso di tempo considerato, allo stesso tempo si occupano di più attività. Tanto riescono più in questa vision, tanto più si si sentono felici e soddisfatti. La differente visione, non è tanto di riempire il contenitore “tempo” ma di riempirlo di cose differenti ed  organizzano il loro tempo (e la vita) in modo completamente diverso dagli americani, dai tedeschi e dagli svizzeri.

Ho spesso parlato al telefono con colleghe e di rara professionalità mentre: cucinavano, badavano al bimbo, magari piccino, e leggevano con me le email.

Qualcuna ha poi sporcato con la salsa il pc, ma questo è secondario, non per battuta, ma davvero!

I popoli multiattivi non sono molto interessati agli orari e alla puntualità, li prendono come punti di riferimento non vincolanti. Anche se un partner o un collega con visione lineare insiste, considerano la realtà nel momento, più importante degli appuntamenti. La priorità nella loro visione è data al relativo, all’emozione e/o significato di ogni riunione.

Gli spagnoli, gli italiani e gli arabi ignoreranno il passare del tempo se comporta il lasciare le conversazioni incompiute. Per loro, completare una transazione umana è il modo migliore per investire il proprio tempo. Per un’italiana, le considerazioni del tempo saranno mediamente collegate alla percezione dei sentimenti e delle sensazioni.

ESEMPIO:
“Perché sei così arrabbiato sono arrivata alle 9:15?” Chiede al suo collega tedesco.
“Perché nel mio diario ho scritto alle 9:00”, dice il tedesco.
“Allora perché non scrivi le 9:15 così siamo felici tutti e due?”

È una risposta logica, ma italiana. Le attività che dobbiamo fare e le nostre relazioni, sono così importanti che è irrilevante in che tempo ci incontriamo. La riunione è ciò che conta. I tedeschi e gli svizzeri non possono digerire questa visione, perché offende il loro senso dell’ordine e della pianificazione.

Un spagnolo avrebbe condiviso il pensiero dell’italiana.

C’è un motivo per cui uno spagnolo o un italiano sono morbidi ad aderire alla puntualità: Sorgente: IL COACHING: DIFFERENTI VISIONI DI TEMPO E POSSIBILI RELAZIONI DIFFICOLTOSE

Sei sicuro che il tempo scarseggia sempre? In molti al mondo non la pensano così!

Il così detto “Tempo ciclico”, può costituire valida alternativa alla programmazione lineare?

Se il latino, lineare attivo, ed il latino multiattivo pensano di gestire il tempo nel modo migliore possibile, in alcune culture orientali, l’adattamento dell’uomo al tempo è visto come un’alternativa di programmazione valida.

In queste culture orientali, il tempo nella programmazione, non viene considerato né come lineare né correlato all’evento, ma come ciclico. Ogni giorno il sole sorge e tramonta e così la luna, le stagioni si susseguono, i corpi celesti ruotano intorno a noi, le persone invecchiano e muoiono, ma i loro figli ricostituiscono il processo. Questo ciclo va avanti da più di 100.000 anni.

In Oriente, il tempo è una merce abbondante nel corso degli eventi!

Sembra sempre che ci sia un’offerta illimitata nel dopo ora. Il concetto si ritrova anche nella visione del “pensiero quantistico” relativa al tempo e alla realtà mutevole: ogni cambiamento genera possibili cambiamenti che prima non erano nè possibili nè immaginabili. Ed infatti, questa parte è inclusa nel programma di lezioni webinar sul pensiero quantistico.

Come dicono in Oriente, quando Dio ha fatto il tempo, ha fatto molto.

Non sorprende quindi che le decisioni aziendali siano programmate in modo diverso da quello che succede in Occidente. La cosa non è di poco conto, considerando i risvolti pratici e la percezione legata alla relazione personale che fa parte di quella professionale. Gli occidentali si aspettano, come fanno loro, che un asiatico prenda una decisione rapida o consideri un accordo attuale con misurazioni attuali, indipendentemente da ciò che è accaduto in passato.

Gli asiatici…  Sorgente: IL TEMPO CICLICO ED IL COACHING: 3 ed ultima puntata

Conosci la storiella de “IL COLIBRI’ E IL LEONE”?

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ogni goccia ha un valore enorme, soprattutto la tua!

“Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco.

“Cosa credi di fare?!” gli chiese il leone.

”Voglio spegnere l’incendio!” rispose il piccolo volatile.
”Con una goccia d’acqua?, Ahahahah, ma non ce la farai mai!!! E’ davvero inutile quello che fai, quindi rassegnati e scappa sciocco che non sei altro…” disse il leone con un sogghigno di irrisione, seguito da tutto il resto degli animali di quel bosco.
Ma il colibrì, proseguendo il volo, rispose:
“Cerco solo di fare la mia parte per spegnere l’incendio del nostro bosco, meglio che posso!!!”

Ci fu un attimo di silenzio… poI, uno ad uno, tutti gli animali compreso il leone, portarono a loro modo dell’acqua, l’incendio fu domato e la foresta salvata”.

Se quel colibrì si fosse sentito una povera vittima affranta, derisa e incompresa, non avrebbe più continuato a portare la sua goccia, nessuno lo avrebbe seguito e il fuoco avrebbe distrutto e divorato tutto.

Quella, foresta, in fondo, è stata salvata da un piccolissimo colibrì, apparentemente insignificante di fronte a un grosso incendio.
Se vogliamo cambiare qualcosa in questo mondo, tocca sempre e soltanto ad ognuno di noi portare la sua goccia, a volta anche rimanendo
da soli.

ogni goccia ha un valore enorme, soprattutto la tua!

come migliorare per accrescere il proprio contributo nel mondo: clicca qui

 

Alfredo M. Molgora
LIFEHEALING&PROFESSIONAL COACH
IPNOCOUNSELOR – EMOTIONAL MANAGER
             
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La “cassetta degli attrezzi” di un Coach

 

Cassetta attrezzi

ABSTRACT

Sapere dove andare è già un buon punto di partenza, sapere cosa portare con sé significa essere vicini al successo!

Ognuno di noi Coach porta con sé un bagaglio di competenze e conoscenze che mette a disposizione dei propri clienti perché arrivino là dove sentono di arrivare, e oltre. La concretezza, l’efficienza, la velocità e la chiarezza del processo di Coaching necessitano di una road map ben definita e di tool che siano di riferimento nella creatività personale.

Un’opera non da poco, quella che si prefigge questa rubrica (edita in CoachMag il Magazine del Coach): raccogliere gli strumenti più significativi e i riferimenti alla formazione adeguata, da inserire nel proprio bagaglio, nella mitica “cassetta degli attrezzi del Coach”. 

E allora possiamo partire con il nostro coachee, portando nel suo centro la sua vita, per dove lo può portare, e anche oltre.

L’intento è decisamente impegnativo ed ambizioso: fornire quanti più “tool” possibili per l’operatività della nostra professione e spunti di riflessione per formazioni performanti e concrete. Considerando che oggi nel procedimento classico in qualsiasi tipo di coaching vengono inglobate  tecniche non prettamente storiche, l’opera è di non poco conto, stupendamente ardua, potenziante ed emozionante . Grazie da adesso del tempo che ti dedicherai, ne rimarrai soddisfatto e, anche se non sei un coach, potresti avere la risposta a molte tue domande.

Alcune delle situazioni che incontra un coach con il suo cliente (Coachee), possono essere le seguenti: il cliente ha difficoltà a focalizzare l’obiettivo, deve cambiare direzione e non ce la fa, ha necessità di rimodulare il piano iniziale, è bloccato e non parte, inizia da zero e non sa dove andare, ha un’emozione che lo blocca, non startappa, non sa come veicolarsi in internet, ecc.

Se sei un coach vali per quello che riesci a far raggiungere al tuo Coachee: i suoi risultati.

Quindi, cosa fai? Cosa estrai dalla tua “magica cassetta degli attrezzi” per aiutare il tuo Coachee?

In questo articolo cercherò di fornire una panoramica e l’ indicazione minima di quello che può essere un piano di studi. Dico minima perché in ottica LifeLongLearning, non si smette mai di imparare. La conoscenza del processo di Coaching e l’uso maieutico delle domande sono due punti distintivi di questa professione, con 80 ore di aula uno studente può iniziare a condurre delle Coaching professionali, prima in affiancamento e poi anche solo. Sarebbe bene con la qualifica di Junior e, comunque con un buon insieme di opzioni nella sua “Cassetta degli Attrezzi” validi per fare la differenza.formazione

Questo crea un duplice spartiacque: senza questa minima specifica preparazione  non puoi definirti Coach, malgrado competenze eclatanti in altri settori, ma possono essere sufficienti per definirti Junior Coach e iniziare a praticare la professione,

Un’idea? Eccola.

LE PRIME ORE DI AULA + 50 ORE DI PRATICA – JUNIOR

  • Conoscenza del processo di coaching
  • Capacità nel porre le domande
  • Tool di operatività

Queste ore di formazione cosa mettono nella tua cassetta di attrezzi?

Le competenze base: dalla presentazione al tuo potenziale cliente, al primo incontro con il “contratto di coaching” fino alla fine del percorso, ovvero, fino al raggiungimento dell’obiettivo. Sufficienti capacità maieutiche (si proprio quelle di Socrate) e alcuni “haha tool” che sono imprescindibili per l’attività. L’attività del coach deve essere supportata anche da precisione. Vero è che se so porre domande intelligenti sono stimolante, ma se le inserisco e le supporto con metodologie già sperimentate, posso far fare un salto avanti al mio coachee. Ecco che in queste ore di formazione, verrai a contatto con procedure potentissime ed utili nel processo di coaching e  che sono spesso tradotte in acronimi tipo: scamper swot, smart, smarten o smarter, osa, tote, grow, aida, pepsi, pre, l’uso della griglia sistemica, sos ed altre, alcune più conosciute come per esempio la ruota della vita, altre meno. Avere a propria disposizione gli strumenti necessari ti permette di focalizzare la soluzione ed ottenerla in modo preciso ed efficiente e veloce.

E’ certo che avere solo i tool non arrivi ad una eccellenza operativa, ma sono importanti e necessari e a volte possono essere tradotti in questionari da inviare prima degli incontri. Ne parleremo via via nella rubrica.

Dopo questa prima parte vengono quelle specifiche abilità da affinare nel tempo:

  • Capacità Relazionali
  • Capacità Organizzative
  • Capacità nel facilitare l’apprendimento
  • Capacità di focus
  • Capacità di presenza
  • Capacità di “intelligenza emozionale”
  • Capacità di utilizzo social e strumenti web (soprattutto da un poco di tempo a questa parte)

“Quanti cappelli!” esclamerebbe Edward De Bono”

Conseguire il Master in PNL fornisce pressoché quasi tutte le capacità che ho riportato. Verrai a contatto con una realtà migliorativa incredibile e conoscerai termini quali: Vako, time line, swish, metamodellamento, slight of mouth, quantum linguistic, livelli logici, crapno, visual squash, ancore, concatenazione narrativa, ecc.

I Coach sono potentissimi con queste tecniche e riescono a portare chiunque al raggiungimento dei propri obiettivi.

Ma la cassetta del coach può ampliarsi e di molto. Ci sono ormai molte tecniche, anche oltre la pnl, necessarie per una eccellente operatività. Ho visto aziende che hanno introdotto yoga, rebirdhing, costellazioni familiari, l’ipnosi, la meditazione. Quindi, se parliamo di discipline non inserite in quelle storiche, ma congruenti, quale motivo potrebbe essere addotto per cui il coach non le possa usare al fine di ottenere risultati dalle sue sessioni? Appunto, nessuno.

Ecco  alcune materie consigliabili e correlate alla professione.

ENNEAGRAMMA NEUROLINGUISTICO (meno noto di quello classico e più adatto al coaching) -ANALISI TRANSAZIONALE – COMUNICAZIONE ASSERTIVA – ANALISI SISTEMICA – PROCESS COMMUNICATION – IPNOSI ERCKSONIANA – FASCINAZIONE – IPNOSI SILENZIOSA – CENNI IPNOSI ANALOGICA – AUTO-IPNOSI – COSTELLAZIONI FAMIGLIARI – ELEMENTI DI QUANTISTICA – ELEMENTI DI PSICOLOGIA SISTEMICA – ELEMENTI DI A.D.R. – ELEMENTI DI MEDIAZIONE CONFLITTUALE – ELEMENTI DI PSICOLOGIA DEL LAVORO – ELEMENTI DI SPIRITUALITA’ MODERNA – REBIRTHING – MINDFULLNESS (che è un insieme di pratiche) – TAPPING – EMDR – TEST ATTITUDINALI – ALTRE

Come sempre mi raccomando:

  • Evitate di farvi prendere dalle mode. Inserite nel “vostro” processo di coaching solo ciò in cui credete e soprattutto avete sperimentato.
  • Siate chiari nei confronti del Vs. Cliente quando utilizzate una pratica che vi pare indicata e che esula da quelle classiche del processo di coaching
  • Rimanete nel settore non terapia

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Alfredo M. Molgora
LIFEHEALING&PROFESSIONAL COACH
IPNOCOACH – EMOTIONAL MANAGER
             
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Alcuni “insight” del weekend Master in “BusinessCoaching”

Insight Business Coaching

Insight Business Coaching

  • DOLORE: Il dolore è un grosso motore di cambiamento.
  • RISORSE: Il Business Coach lavora sulle risorse non sulle mancanze.
  • MOTIVAZIONE: Il Business Coach non è un motivatore, ma nell’insieme del suo lavoro c’è anche la motivazione.
  • AZIONE: Il Business Coach non vuole sapere e nemmeno raccontarti perché sei caduto dalla bicicletta, lui fa in modo che tu ci risalga quanto prima, per ripartire.
  • ASCOLTO E FOCUS: Ascoltare, comprendere ed accogliere non significano “lasciar parlare il coachee a vanvera”. Reindirizzalo sul topic per il suo bene!
  • ABBIAMO TUTTO IN NOI: Tutti abbiamo risorse infinite. Il Business Coach ti aiuta a raggiungerle e a liberarle.
  • COACH E COCCOLE: Il Business Coach non è una „mamma di riserva“.
  • LEVA DOLORE: Tanto più comprimi la molla, tanto più va lontana quando la lasci andare.
  • AMARE: Ogni volta che una persona risponde a una domanda, sta dando del suo, si spoglia nel suo intimo…rispettala, accoglila e comprendila.
  • EVOLUZIONE: L’idea ciclica dell’oriente non funziona in occidente. Noi possiamo unire la ciclicità con la linearità: c’è l’idea della spirale…
  • LA MENTE: La parte emozionale del cervello non da „nome“,  quella razionale „vuole“ dare il nome a „tutto“.
  • PRET A PORTER: Se io ti do la mia giacca, sarà bella, ma non ti andrà mai bene come se fosse quella per te, su misura.
  • CAMBIARE PER MIGLIORARE: Il concetto non è cresco per cambiare, ma cambio per crescere.

E chiudiamo con un sorriso!

  • RUDE: Se per te soffrire è uno stimolo per andare avanti, ok, ti do una martellata sui coglioni: è sufficiente per andare avanti? ✨✨ COACHEE: no, no, no, parliamone! 😨 😨
  • WORKLIFEBALANCE: Da quello che mi dici e se ho capito bene, quello che pensi è che a tua moglie è il freno che ti rallenta nel portare avanti il tuo progetto? Ma lei è in società con te? COACHEE: No, magari fosse solo in società con me, è molto di più, è mia moglie… 😂 😂

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Coach con le Fiabe: il millenario viaggio dell’Eroe nelle Fiabe.

Piantiamola di assomigliare ad una fiaba, identificarci nei viaggi altrui, senza capire che la nostra Fiaba è la nostra vita e che l’eroe siamo noi, non gli altri o il/la protagonista di un racconto.

Potenziamento - IpnoCoach -

– Potenziamento – IpnoCoach –

Se è vero che “tutto ciò che ti serve è in te”, è inutile prendere esempio da qualche parte, puoi solo trovare ciò che serve a te: una via, perché tu sei unica/o. Interessante, intuitivo e praticamente applicabile al processo del Coaching, Business o Life, il concetto che ogni uno di noi si trova in alcuni sotto-percorsi di potenziamento a diversi livelli della vita.

Questo e gli articoli sulle fiabe, il processo di IpnoCoaching delle Fiabe, sono frutto dell’incontro “della mia vita”, in differenti, ed anche lontani momenti e seminari, con Igor Sibaldi: scrittore, studioso di teologia e storia delle religioni, grande giullare della non psicologia e della cultura disubbidiente. Un ringraziamento.

 

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Alfredo M. Molgora
LIFEHEALING&PROFESSIONAL COACH
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Fai ben attenzione: nella vita quotidiana solo una piccolissima parte degli accadimenti sono quelli che desideriamo. E’ scientificamente provato che lo si voglia o meno. Per tutto ciò che non collima con i nostri desideri, più o meno consci, e che possiamo definire piccoli o grandi imprevisti, il nostro cervello elabora una serie di “ammortizzatori emozionali” che agiscono per renderci possibile il quotidiano. Quindi è ben differente: “fai solo cose importanti”, che ha il suo perchè programmatico (solitamente i concetti di formazione sono relativi a questa impostazione).

RENDO OGNI MOMENTO DELLA MIA VITA IMPORTANTE

c’è qualcosa che lavora mentre la tua vita ACCADE! Né prima, né dopo, MENTRE!


Quando si decide, ognuno di noi mette in campo la PROPRIA STRATEGIA MENTALE che non sempre si rivela la migliore. Acquisire gli esempi di questo post può avere uno sviluppo esplosivo e strabiliante per la tua vita professionale e personale. Ogni giorno devi prendere molte decisioni e mentre alcune non hanno una rilevanza assoluta nella tua vita, altre possono fare la differenza. Ed è proprio con quest’ultime che crei il significato nella tua vita e con le quali puoi creare il tuo successo!

 

Sorgente: 7 STRATEGIE MENTALI PER DECIDERE EFFICIENTE E VELOCE | Coach 4You Alfredo Molgora

Alice  attraverso lo specchio ovvero: Alice contro Chronos, tempo dopo la prima volta.

“E’ sempre nel dopo che ri-cor-di quei particolari che sono significativi oltre il tempo” (Alfredo)

 L’hai visto? Quali sono i particolari che hanno avuto significato per te? Se non lo hai visto, VALLO A VEDERE! Ti va di sapere quali sono i miei top moment del film? e i tuoi? Vuoi condividerli? E’ un’altra fiaba per grandi!
Tempo fa, divertimento e piacevole sorpresa, sono andato a vedere questo film. Se ne può fare un trattato da mille una notte ed alcuni particolari hanno colpito il mio immaginario oltre la morale dichiarata del film che è poi questa: il tempo comunque scorre, non posso cambiare il passato, ma posso imparare da esso. Insomma dai, un pochetto leggerina, suvvia, fare un sequel per dire una baggianata del genere? Ormai lo sanno anche i disperati e i depressi (e a maggior ragione lo sanno).

Continua a leggere…

 

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