Il mercato attuale in forte fermento può confondere nella scelta del Tuo Coach e poi nel valutare i Benefici dell’investimento.

A grandi linee, dal momento che il rapporto si basa su obiettivi, il fatto stesso di averli raggiunti, o essersi avvicinati, vuol dire aver speso bene i propri soldi. Tenete presente, per chi non lo sapesse, che il rapporto con il Coach è reciprocamente scindibile in qualsiasi momento e che un Coach serio vi aiuta: incontro dopo incontro si valutano i passi fatti, le mete intermedie raggiunte ed eventualmente si corregge il tiro in itinere. In poche parole avete sempre sotto controllo il ritorno che ottenete con la vostra spesa.  Aggiungo, sempre parlando di professionisti, che il vostro stesso consulente può farvi presente di non “fare per voi” o che qualcosa non è switchato nel rapporto che, ripeto, deve essere di piena e reciproca fiducia e sincerità. In poche parole se è vero che si può saltare l’asticella fino al terzo tentativo è poi una reciproca scelta provare o meno il quarto.

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E se proprio siete partiti titubanti con il vostro coach, i primi due/tre incontri devono bastare a decidere se continuare il percorso.

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Se parliamo di Business/Executive Coach entriamo in un argomento più vasto e complesso. Un poco come valutare il ritorno degli interventi formativi in azienda. E chi fa e riceve di formazione,  sa quello che voglio dire. Vale la regola sopra citata: se ottengo concreti miglioramenti e raggiungo gli obiettivi sto spendendo bene i miei soldi. Volendo si possono implementare ex ante dei parametri di valutazione specifici del coaching che non sono l’equivalente di quelli usati nelle risorse umane. Il processo di definizione è inverso a quello che solitamente sono abituate le aziende ovvero: dal determinare i parametri ai quali attenersi per avere i risultati, si determinano prima gli obiettivi desiderati e su questi si creano i parametri di valutazione. Va da sè che questo non è necessariamente compito del coach, anche se è bene che il coach segua il processo.

Non ultimo, il più delle volte, l’intervento del Coach da vantaggi che prima non erano neanche stati preventivati aggiungendo un plus, spesso notevole, al suo intervento. Il cliente è più soddisfatto di quello che pensava inizialmente di poter essere.

Detto ciò, capisco in modo molto profondo che l’articolo non può essere esaustivo. Molti di voi potranno dire che ci sono un “sacco di tipi di Coach” e posso solo dare ragione a chi mi dice ciò. Ahimè, sicuramente questo proliferare di nomi più o meno creativi genera confusione. Da notare che questa situazione è meno evidente nell’ambito business.

Cerco di accendere una motivazione. Tornando indietro negli anni ’80, che hanno visto nascere questa professione negli USA nel settore   sportivo/forma fisica per come intesa oggi, da allora il campo in cui opera il Coach si è espanso: sempre più si ha una visone olistica della persona. Uso volutamente questo termine volendone recuperarne il significato pieno: l’insieme delle parti che compongono un sistema complesso, quindi l’uomo per esempio, è un risultato maggiore delle singole parti sommate. Il tutto è più della somma dei propri componenti. Questo significa che nel processo di coaching hanno avuto sempre più importanza alcune aree personali: le sensazioni, la spiritualità, l’ecologia del benessere, bilanciamento tra vita e lavoro, e via dicendo. Con la stessa sicurezza di Caronte per il Sommo Vate, il Coach sa farvi attraversare le acque difficili di questi ambiti. E sono certo che in un’era dove meditazione, concetti Zen ed ipnosi entrano in azienda, troverò molti colleghi confermarmi che anche nel Business, le cose stanno cambiando. Ma è certo: il coach è allineato necessariamente al contesto sociale.

Fatto vostro questo concetto tenete in considerazione che il Coach non è necessariamente un esperto del vostro settore, o di una parte della vostra vita che siano o i sentimenti, o il lavoro, o il benessere fisico o quello finanziario.

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il coach è un esperto del processo per il raggiungimento efficace ed efficiente delle vostre mete. Questa è la sua competenza.

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Per cui quando leggo Money Coach? Ma buon dio, permettetemi, ma quante (Money)coaching ho fatto prima di leggere questo termine sulla gestione della libertà finanziaria? Non le ho contate tutte.

DietCoach (o similari)? Idem.

Oppure il LoveCoach. No questa è incredibile. E’ come se gli innamorati, fino a prima che nascesse il LOVECOACH, per problemi di relazioni, potessero avere solo la scelta più creativa del miglior modo di ammazzarsi.

E potrei andare avanti per un sacco di altre definizioni più o meno simpatiche, ma veramente vuote. Ma perché succede? Semplicemente sono mode o esigenze di marketing e di nicchie di mercato, che spero diventino loculi e spariscano dalla vista di tutti nella maggior parte dei casi.  Ma capisco chi deve scegliere un Coach che è in difficoltà, per cui voglio dare una indicazione, anzi due per riuscire a districarsi tra questi marchettari, detti anche fuffacoach.

  • La prima è che ci possono essere situazioni nelle quali il rapporto è talmente qualificante che è naturale la risposta con un nome specifico legato al coach. Esempio nel coaching per accompagnare al parto, posso immaginare che una donna gravida si trovi meglio con una coach donna. Ecco un caso nel quale è accettabile un nome ad hoc. Diciamo che ad Financial Coach, come livello di accettazione del nome, da zero a dieci darei un cinque meno meno. E potremmo divertici a votare queste definizioni.
  • La seconda è che vi siano tecniche aggiuntive, oggettive e qualificanti apprese dal coach. Per esempio potrebbero essere percorsi con qualifica professionale di competenze approfondite, ed applicabili nel processo di coaching. Questo è una osservazione importante. Se per esempio avessi competenze di web designer non mi potrei definire web Coach, perchè non implementabile nel processo di coaching, fosse solo per il fatto che in tal caso venderei competenza e farei in prima persona delle azioni per il raggiungimento dell’obiettivo. Agire che non rientra nel processo di coaching. (se vuoi sapere con una telefonata senza impegno come agisce un coach richiedi un contatto compilando la richiesta QUI)

A questo punto avete tutto quello che vi serve per scegliere il Coach! Procedete prima alla scelta di alcuni Coach che vi “acchiappano” senza considerare i prezzi (Quanto costa un Coach?). Informatevi. Poi fate un confronto se avete differenze sostanziali nelle tariffe. Contattate il Coach anche solo telefonicamente e credetemi, sfronderete di molto la vostra scelta iniziale. Poi incontratela/lo: sono certo che ancora prima di entrare nello studio avrete già come la sensazione di essere al posto giusto.

Buona vita anime eternaute, grazie al vostro Coach!

Alfredo Maria Molgora

LIFE PROFESSIONAL BUSINESS COACH – IPNOCOUNSELOR
TRAINER – MASTER PNL E PNL Q.I.E.