Interessante questo notizia sull’ipnosi, vero?

Forse non lo sai, ma il Papa che affrontò il problema etico morale del ricorso all’ipnosi fu papa Pacelli Pio  XXII in alcune dichiarazioni ufficiali (ex cathedra) del 1957 e del 1958.

A prescindere che chi legga sia o meno cattolico, possiamo tutti riconoscere alla religione cattolica una forte  attenzione al dogma e alla moralità e quindi un placet decisamente forte.

Papa Pacelli fu un illuminato che sdoganò il “fattore etico dell’ipnosi”

anche se è vero che il suo intervento si limitò alla parte ipnotica relativa all’analgesia e a condizione che il processo ipnotico non sia indotto “con metodi preternaturali” (Padre Angelo Bellon – Amici Domenicani).  Abbastanza in disuso ed utilizzata come citazione, la parola “preternaturale” è traducibile con “non naturale”.

Se i più tecnici e competenti possono obiettare che l’approccio fu relativo all’ipnosi terapeutica analgesica, anch’essi non potranno non convergere sul fatto che, con una analisi corretta, è fatto salvo il processo di induzione ipnotica come etico ed accettabile.  La specifica Di Padre Angelo Bellon lascia forse intendere, con l’aggettivo “preternaturale”, che non siano gradite metodologie… Leggi tutto

Il mercato attuale in forte fermento può confondere nella scelta del Coach e nel valutare i benefici dell’investimento.

A grandi linee, dal momento che il rapporto si basa su obiettivi, il fatto stesso di averli raggiunti, o essersi avvicinati, vuol dire aver speso bene i propri soldi. Tenete presente, per chi non lo sapesse, che il rapporto con il Coach è reciprocamente scindibile in qualsiasi momento e che un Coach serio vi aiuta: incontro dopo incontro si valutano i passi fatti, le mete intermedie raggiunte ed eventualmente si corregge il tiro in itinere. In poche parole avete sempre sotto controllo il ritorno che ottenete con la vostra spesa.  Aggiungo, sempre parlando di professionisti, che il vostro stesso consulente può farvi presente di non “fare per voi” o che qualcosa non è switchato nel rapporto che, ripeto, deve essere di piena e reciproca fiducia e sincerità. In poche parole se è vero che si può saltare l’asticella fino al terzo tentativo è poi una reciproca scelta provare o meno il quarto.

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E se proprio siete partiti titubanti con il vostro coach, i primi due/tre incontri devono bastare a decidere se continuare il percorso.

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Se parliamo di Business/Executive Coach entriamo in un argomento più vasto e complesso. Un poco come valutare il ritorno degli interventi formativi in azienda. E chi fa e Leggi tutto

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