Il pensiero positivo di Emile Couè unito all’auto-ipnosi: uno strumento potentissimo che puoi gestire autonomamente per il tuo cambiamento.

BUONGIORNO A tutti voi carissimi lettori!

È venuto il momento di fare il punto sul tanto osannato e al tempo stesso vituperato, pensiero positivo. Il 90% delle persone lo vivono di provenienza americana. Non esiste cosa più falsa. Questo unito ad alcuni preconcetti ha creato non poche difficoltà per una giusta comprensione del metodo che ha i suoi lati positivi e soprattutto basi scientifiche.
Iniziamo a sfatare la prima convinzione sbagliata:  il pensiero positivo nasce in Europa circa all’inizio del 1900, grazie a un farmacista francese:  Emile Couè.  Devo dire che la spiegazione della pur famosa Wikipedia è veramente scarsissima.

Il fatto è che la maggior parte delle persone non hai idea cosa ci sia dietro la ripetizione Leggi tutto

Al riguardo del mio logo, ho il piacere di ospitare nel mio blog Emanuela Gobbo, astrologa professionista, una persona profonda e che fa del divenire personale, suo e degli altri. una motivo di vita. Una professionista che fa la differenza nella qualità della vita di chiunque incontra. Leggete con attenzione e passeremo assieme momenti piacevoli superando le frontiere di un processo di coaching sterile perché non sia solo fine a sè stesso.

Come in alto così in basso, ci sono forze che agiscono, a prescindere dal fatto che si conoscano

Oggi sappiamo che lʼuomo, come corpo, è composto da quattro elementi: Carbonio, Idrogeno, Ossigeno e Azoto.

Gli antichi non potevano saperlo, ma avevano individuato quattro principi: Terra, Acqua, Aria e Fuoco, che nel logo sono raffigurati dai quattro colori.

E, come la testa domina sui quattro arti, così lo Spirito domina sui quattro Elementi.

Ed ecco che il Pentalfa rappresenta lʼUomo che agisce e si realizza nella Materia, ma la cui Essenza è nel mondo dello Spirito. Un percorso possibile per arrivare alla propria essenza, sono i corsi R.e.A.l Coaching e Coach4You: clicca qui

Ma come agisce lʼUomo nel mondo della materia, senza dimenticare la sua Origine? Attraverso quelle che sono chiamate le Cause Seconde e che possono essere rappresentate anche nei Pianeti.

Ogni Elemento che vediamo nei quattro colori del Pentalfa esprime delle qualità: la Terra il Secca e il Freddo, lʼAcqua il Freddo e lʼUmido, lʼAria lʼUmido e il Caldo, il Fuoco il Caldo e il Secco.

Per poter usare una forza, però, è necessario conoscerla. Una forza, un Pianeta, è. Agisce sia che ne siamo consapevoli, sia che lo ignoriamo. La consapevolezza, però, ci aiuta a dirigere questa forza. I conflitti nascono quando tendiamo di andare contro una forza che, semplicemente, è. La consapevolezza e il processo guidati con metodologie di Coaching e Ipnotiche, potenzia il cammino per velocità e sedimentazione dei risultati.

Al centro del corpo dellʼUomo rappresentato nel Pentalfa vediamo i simboli dei due Luminari, il Sole e la Luna. Distribuite nella circonferenza: Marte, Venere, Giove, Mercurio e Saturno.

Andiamoli a conoscere per consapevolizzare la loro energia e qualità da utilizzare quotidianamente ed in modo pratico. Leggi tutto

Mi è stato chiesto se logo della mia attività ha un significato.

Ed ecco una foto che lo spiega. Mi è stato anche chiesto: ma cosa centra con il business e il coaching? 🤑

Mah. prova a pensare che i più grandi personaggi di una volta utilizzavano alcune tecniche, a volte segrete, per essere superiori alla consapevolezza media delle persone e vivere una vita speciale e soddisfacente!

Forse meglio di… “ce la puoi fare”? 🤔

Conoscere queste pratiche è possibile. I corsi R.e.A.l. Coaching Milano e Coach 4You integrano conoscenze moderne ed antiche per un potenziamento delle qualità personale in tutti i settori della vita. Per saperne di più. clicca qui

#elementinaturali #centratura #leadership #energia #business #miglioramentopersonale #pentalfa #esedipendessedate?

A presto anime eternaute!

Blended è un termine molto utilizzato nella formazione. Unito a “coaching” può dare un significato più flessibile e diversificazioni notevoli

Il termine “Blended” più che al Coaching, si affianca nell’immaginario collettivo a quello di “formazione”.

“Formazione Blended” per me è stata una genialata linguistica per veicolare modalità di formazione, magari ostiche, forse innovative e che, pur dando risultati eccellenti, non erano accolte benevolmente dai “classici puristi della formazione”. Spero vivamente che, in una realtà di business come quella italiana nella quale il processo di Coaching non ha ancora il successo che merita, affiancare il termine “blended” possa avere lo stesso effetto trainante ottenuto con “formazione”.
Ultimamente la sensazione è che ci siano più scuole di Coaching di quanti sappiano cos’è il Coaching, ma torniamo al topic dell’articolo.
Ma quali sono le differenze? Nel processo di coaching puro, il professionista non può scostarsi dal suo ruolo e quindi, sia il formare, sia il fare consulenza non sono considerabili. Questa posizione risulta alla fine molto rigida e nella realtà aziendale e con professionisti e in Life Coaching pure, ci si trova molte volte alle strette. Informare a priori il nostro committente di un intervento Blended Coaching, ci permette di rispondere in modo più sereno alle richieste e alle esigenze emerse nella parte di analisi del contesto.
Questo permetterebbe di aprire delle possibilità ulteriori e potenzianti in diversi settori.

BLENDED COACHING E FORMAZIONE. Sempre più i formatori si accorgono che le competenze del coach rendono più interattive le loro aule con benefici effetti sui risultati. Ci si stacca sempre più dal “teaching” e la formazione in aula ha un flusso dinamico e coinvolgente. Devo dire che mediamente i Coach non sono dei grandi formatori e quindi quest’area costituisce uno scambio reciproco di skill potenzianti al massimo. Non solo, l’attenzione del coach a ciò che ha valore, oltre la materia insegnata, aumenta il significato del percorso di insegnamento per presenti in aula.

BLENDED COACHING E CONSULENZA. A volte il problema del consulente è quello che a fronte di una erogazione di competenza, eccellente e specifica, esso risponda con soluzioni legate solo alla propria materia. Le competenze di Coaching permettono al consulente di mettere il proprio cliente veramente al centro del processo arrivando ad un ascolto attivo foriero di un processo in cui, anche i “consigli scomodi” possono essere ben accolti.

BLENDED COACHING E INSEGNAMENTO. Qual è la materia della quale ricordi di più? Sono certo quella che ti è stata insegnata dal Prof. che era riuscito ad intrigarti maggiormente. Il ruolo degli insegnanti è di una importanza incredibile. Essere efficaci, restare nella memoria dei ragazzi sia loro stessi per quello che sono come persone, sia le nozioni delle loro materia, oltre ad essere il loro lavoro da svolgere egregiamente, è significativo per ogni alunno. Le competenze di coaching posso fare di un buon insegnante un insegnante più che eccellente.

BLENDED COACHING AD INDIRIZZO IPNOTICO. L’utilizzo di pratiche di autoipnosi ed ipnotiche sono ormai riconosciuti nel settore di intervento, più olistico che medico. Senza sconfinare in ambiti terapeutici, che non rientrano negli interventi di Coaching, i risultati di alcune applicazioni di ipnosi non medica, sono veramente eccezionali.

La ricerca bibliografica per il termine “Blended Coaching” fornisce solo il seguente testo, che è più rivolto all’area insegnamento.
Blended Coaching: Skills and Strategies to Support Principal Development – Gary S. Bloom (Editor),‎ Claire L. Castagna (Editor),‎ Ellen R. Moir (Editor),‎ Betsy Warren (Editor)

MI sembra congruente la segnalazione anche se non ho tratto nulla da esso per la stesura del presente articolo.

Spero vivamente che questo articolo sia da sprone nell’approcciarsi alla vera professione del Coach. Nel caso ti abbia incuriosito sapere quali sono le specifiche abilità, e magari impararle e conoscerle, visita questa pagina: https://goo.gl/gXMxS1

A presto e buon tutto anime eternaute.

foto. Nicole Williams – New Orleans –

La “cassetta degli attrezzi” di un Coach

 

Cassetta attrezzi

ABSTRACT

Sapere dove andare è già un buon punto di partenza, sapere cosa portare con sé significa essere vicini al successo!

Ognuno di noi Coach porta con sé un bagaglio di competenze e conoscenze che mette a disposizione dei propri clienti perché arrivino là dove sentono di arrivare, e oltre. La concretezza, l’efficienza, la velocità e la chiarezza del processo di Coaching necessitano di una road map ben definita e di tool che siano di riferimento nella creatività personale.

Un’opera non da poco, quella che si prefigge questa rubrica (edita in CoachMag il Magazine del Coach): raccogliere gli strumenti più significativi e i riferimenti alla formazione adeguata, da inserire nel proprio bagaglio, nella mitica “cassetta degli attrezzi del Coach”. 

E allora possiamo partire con il nostro coachee, portando nel suo centro la sua vita, per dove lo può portare, e anche oltre.

L’intento è decisamente impegnativo ed ambizioso: fornire quanti più “tool” possibili per l’operatività della nostra professione e spunti di riflessione per formazioni performanti e concrete. Considerando che oggi nel procedimento classico in qualsiasi tipo di coaching vengono inglobate  tecniche non prettamente storiche, l’opera è di non poco conto, stupendamente ardua, potenziante ed emozionante . Grazie da adesso del tempo che ti dedicherai, ne rimarrai soddisfatto e, anche se non sei un coach, potresti avere la risposta a molte tue domande.

Alcune delle situazioni che incontra un coach con il suo cliente (Coachee), possono essere le seguenti: il cliente ha difficoltà a focalizzare l’obiettivo, deve cambiare direzione e non ce la fa, ha necessità di rimodulare il piano iniziale, è bloccato e non parte, inizia da zero e non sa dove andare, ha un’emozione che lo blocca, non startappa, non sa come veicolarsi in internet, ecc.

Se sei un coach vali per quello che riesci a far raggiungere al tuo Coachee: i suoi risultati.

Quindi, cosa fai? Cosa estrai dalla tua “magica cassetta degli attrezzi” per aiutare il tuo Coachee?

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E se fosse che Gianluca Vacchi sia solo nato nella parte sbagliata del mondo? 😉

gianluca vacchi

Per come vivi il tempo, ti definiresti Americano, Malgascio,Cinese,Spagnolo,Tedesco?

Probabilmente questi articoli, saranno di notevole interesse per chi ha relazioni INTERNAZIONALI e molto simpatici ed utili anche per gli altri.

#Coaching #MasterIpnoCoaching #Hypnosis #PensieroQuantistico #InternationalQuantumTiming

Tenere presente le caratteristiche di come si vive la vita, potrebbe salvare un contratto o una relazione amorosa e sapere che, forse, il problema di Gianluca Vacchi è quello di essere nato nella parte sbagliata del mondo.

E’ parecchio che non scrivo post seriosi 😉 per cui colmo il vuoto con una serie di articoli che sono poi le dispense delle conferenze on line del Seminario #ILPENSIEROQUANTISTICO, collegando la visione del tempo alla geolocalizzazione.

Ebbene si, perchè anche se tutti ne siamo coscienti, non sempre teniamo presente che la #relativitàdeltempo è differente in diverse parti della terra e comporta dei problemi relazionali tra culture diverse, confinanti e con le quali potremmo avere relazioni e difficoltà non indifferenti anche nel #Business.

Il tempo è visto diversamente dalle culture orientali e occidentali, e anche all’interno di questi raggruppamenti assume aspetti piuttosto dissimili da paese a paese.

Nell’emisfero occidentale, gli Stati Uniti e il Messico interpretano il tempo in modi così diametralmente opposti che provoca intense incompatibilità tra i due popoli.

Nell’Europa occidentale, per esempio, l’atteggiamento svizzero nel tempo ha poco rapporto con quello dell’Italia vicina. Vero è che preferisco il Tilo, quando mi devo spostare, a Trenord. Il Tilo è un treno che percorre la tratta tra Milano e Bellinzona e difficilmente arriva con 2’ di ritardo!

I thailandesi non valutano il passare del tempo nello stesso modo in cui lo fanno i giapponesi. In Gran Bretagna il futuro si estende davanti a te. In Madagascar invece il futuro è indecifrabile e quindi posto dietro la testa.

PRIMA PUNTATA: Sorgente: Gianluca Vacchi: un genio nato nel posto sbagliato

Il coaching nella percezione del tempo e le importantissime conseguenze socio-relazionali.

La visione del tempo ATTIVA e quella MULTI-ATTIVA. Differenze tra visione Est/Ovest. Conseguenze pratiche ed interventi di Coaching

Ebbene si, possiamo affermare che gli europei meridionali sono più attivi dei settentrionali! Ma in che senso?

Nel senso che invece di essere attivi a livello lineare, ovvero più cose della stessa specie fatte nel lasso di tempo considerato, allo stesso tempo si occupano di più attività. Tanto riescono più in questa vision, tanto più si si sentono felici e soddisfatti. La differente visione, non è tanto di riempire il contenitore “tempo” ma di riempirlo di cose differenti ed  organizzano il loro tempo (e la vita) in modo completamente diverso dagli americani, dai tedeschi e dagli svizzeri.

Ho spesso parlato al telefono con colleghe e di rara professionalità mentre: cucinavano, badavano al bimbo, magari piccino, e leggevano con me le email.

Qualcuna ha poi sporcato con la salsa il pc, ma questo è secondario, non per battuta, ma davvero!

I popoli multiattivi non sono molto interessati agli orari e alla puntualità, li prendono come punti di riferimento non vincolanti. Anche se un partner o un collega con visione lineare insiste, considerano la realtà nel momento, più importante degli appuntamenti. La priorità nella loro visione è data al relativo, all’emozione e/o significato di ogni riunione.

Gli spagnoli, gli italiani e gli arabi ignoreranno il passare del tempo se comporta il lasciare le conversazioni incompiute. Per loro, completare una transazione umana è il modo migliore per investire il proprio tempo. Per un’italiana, le considerazioni del tempo saranno mediamente collegate alla percezione dei sentimenti e delle sensazioni.

ESEMPIO:
“Perché sei così arrabbiato sono arrivata alle 9:15?” Chiede al suo collega tedesco.
“Perché nel mio diario ho scritto alle 9:00”, dice il tedesco.
“Allora perché non scrivi le 9:15 così siamo felici tutti e due?”

È una risposta logica, ma italiana. Le attività che dobbiamo fare e le nostre relazioni, sono così importanti che è irrilevante in che tempo ci incontriamo. La riunione è ciò che conta. I tedeschi e gli svizzeri non possono digerire questa visione, perché offende il loro senso dell’ordine e della pianificazione.

Un spagnolo avrebbe condiviso il pensiero dell’italiana.

C’è un motivo per cui uno spagnolo o un italiano sono morbidi ad aderire alla puntualità: Sorgente: IL COACHING: DIFFERENTI VISIONI DI TEMPO E POSSIBILI RELAZIONI DIFFICOLTOSE

Sei sicuro che il tempo scarseggia sempre? In molti al mondo non la pensano così!

Il così detto “Tempo ciclico”, può costituire valida alternativa alla programmazione lineare?

Se il latino, lineare attivo, ed il latino multiattivo pensano di gestire il tempo nel modo migliore possibile, in alcune culture orientali, l’adattamento dell’uomo al tempo è visto come un’alternativa di programmazione valida.

In queste culture orientali, il tempo nella programmazione, non viene considerato né come lineare né correlato all’evento, ma come ciclico. Ogni giorno il sole sorge e tramonta e così la luna, le stagioni si susseguono, i corpi celesti ruotano intorno a noi, le persone invecchiano e muoiono, ma i loro figli ricostituiscono il processo. Questo ciclo va avanti da più di 100.000 anni.

In Oriente, il tempo è una merce abbondante nel corso degli eventi!

Sembra sempre che ci sia un’offerta illimitata nel dopo ora. Il concetto si ritrova anche nella visione del “pensiero quantistico” relativa al tempo e alla realtà mutevole: ogni cambiamento genera possibili cambiamenti che prima non erano nè possibili nè immaginabili. Ed infatti, questa parte è inclusa nel programma di lezioni webinar sul pensiero quantistico.

Come dicono in Oriente, quando Dio ha fatto il tempo, ha fatto molto.

Non sorprende quindi che le decisioni aziendali siano programmate in modo diverso da quello che succede in Occidente. La cosa non è di poco conto, considerando i risvolti pratici e la percezione legata alla relazione personale che fa parte di quella professionale. Gli occidentali si aspettano, come fanno loro, che un asiatico prenda una decisione rapida o consideri un accordo attuale con misurazioni attuali, indipendentemente da ciò che è accaduto in passato.

Gli asiatici…  Sorgente: IL TEMPO CICLICO ED IL COACHING: 3 ed ultima puntata

Conosci la storiella de “IL COLIBRI’ E IL LEONE”?

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ogni goccia ha un valore enorme, soprattutto la tua!

“Durante un incendio nella foresta, mentre tutti gli animali fuggivano, un colibrì volava in senso contrario con una goccia d’acqua nel becco.

“Cosa credi di fare?!” gli chiese il leone.

”Voglio spegnere l’incendio!” rispose il piccolo volatile.
”Con una goccia d’acqua?, Ahahahah, ma non ce la farai mai!!! E’ davvero inutile quello che fai, quindi rassegnati e scappa sciocco che non sei altro…” disse il leone con un sogghigno di irrisione, seguito da tutto il resto degli animali di quel bosco.
Ma il colibrì, proseguendo il volo, rispose:
“Cerco solo di fare la mia parte per spegnere l’incendio del nostro bosco, meglio che posso!!!”

Ci fu un attimo di silenzio… poI, uno ad uno, tutti gli animali compreso il leone, portarono a loro modo dell’acqua, l’incendio fu domato e la foresta salvata”.

Se quel colibrì si fosse sentito una povera vittima affranta, derisa e incompresa, non avrebbe più continuato a portare la sua goccia, nessuno lo avrebbe seguito e il fuoco avrebbe distrutto e divorato tutto.

Quella, foresta, in fondo, è stata salvata da un piccolissimo colibrì, apparentemente insignificante di fronte a un grosso incendio.
Se vogliamo cambiare qualcosa in questo mondo, tocca sempre e soltanto ad ognuno di noi portare la sua goccia, a volta anche rimanendo
da soli.

ogni goccia ha un valore enorme, soprattutto la tua!

come migliorare per accrescere il proprio contributo nel mondo: clicca qui

 

Alfredo M. Molgora
LIFEHEALING&PROFESSIONAL COACH
IPNOCOUNSELOR – EMOTIONAL MANAGER
             
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Alcuni “insight” del weekend Master in “BusinessCoaching”

Insight Business Coaching

Insight Business Coaching

  • DOLORE: Il dolore è un grosso motore di cambiamento.
  • RISORSE: Il Business Coach lavora sulle risorse non sulle mancanze.
  • MOTIVAZIONE: Il Business Coach non è un motivatore, ma nell’insieme del suo lavoro c’è anche la motivazione.
  • AZIONE: Il Business Coach non vuole sapere e nemmeno raccontarti perché sei caduto dalla bicicletta, lui fa in modo che tu ci risalga quanto prima, per ripartire.
  • ASCOLTO E FOCUS: Ascoltare, comprendere ed accogliere non significano “lasciar parlare il coachee a vanvera”. Reindirizzalo sul topic per il suo bene!
  • ABBIAMO TUTTO IN NOI: Tutti abbiamo risorse infinite. Il Business Coach ti aiuta a raggiungerle e a liberarle.
  • COACH E COCCOLE: Il Business Coach non è una „mamma di riserva“.
  • LEVA DOLORE: Tanto più comprimi la molla, tanto più va lontana quando la lasci andare.
  • AMARE: Ogni volta che una persona risponde a una domanda, sta dando del suo, si spoglia nel suo intimo…rispettala, accoglila e comprendila.
  • EVOLUZIONE: L’idea ciclica dell’oriente non funziona in occidente. Noi possiamo unire la ciclicità con la linearità: c’è l’idea della spirale…
  • LA MENTE: La parte emozionale del cervello non da „nome“,  quella razionale „vuole“ dare il nome a „tutto“.
  • PRET A PORTER: Se io ti do la mia giacca, sarà bella, ma non ti andrà mai bene come se fosse quella per te, su misura.
  • CAMBIARE PER MIGLIORARE: Il concetto non è cresco per cambiare, ma cambio per crescere.

E chiudiamo con un sorriso!

  • RUDE: Se per te soffrire è uno stimolo per andare avanti, ok, ti do una martellata sui coglioni: è sufficiente per andare avanti? ✨✨ COACHEE: no, no, no, parliamone! 😨 😨
  • WORKLIFEBALANCE: Da quello che mi dici e se ho capito bene, quello che pensi è che a tua moglie è il freno che ti rallenta nel portare avanti il tuo progetto? Ma lei è in società con te? COACHEE: No, magari fosse solo in società con me, è molto di più, è mia moglie… 😂 😂

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